L’esperienza non può essere insegnata ma vissuta

Didattica

La prospettiva pedagogica della scuola dell’infanzia sostiene il valore dell’esperienza nei processi di apprendimento. Il bambino, quindi, è inteso come soggetto attivo, curioso e protagonista, che viene
coinvolto in esperienze ludiche e concrete, poi successivamente rielaborate. Questo metodo educativo,
capace di promuovere la consapevolezza del proprio agire, è caratterizzato dall’esperienza, da una
‘pedagogia della relazione’ -dove al centro dell’azione educativa c’è la persona- e dalla valorizzazione del gioco nell’impostazione delle attività.

Il bambino è sollecitato a prendere decisioni, ad operare scelte, ad esprimere conoscenze, opinioni, emozioni, ad agire direttamente, ad osservare e riflettere sugli eventi e formulare ipotesi. I metodi a cui fa riferimento la scuola, nell’organizzazione delle attività, sono metodi
educativi attivi.
La didattica del laboratorio adottata dalla Scuola Giovanni XXIII si basa su una metodologia fondata sul ‘fare per conoscere’ e ‘conoscere per trasformare’, rispondendo così ai bisogni dei bambini di osservare, toccare, sperimentare, ascoltare e raccontare. Il laboratorio è organizzato in due spazi: uno allestito per svolgere attività creative, manipolative ed espressive, e uno che si trasforma durante l’anno, seguendo le tematiche proposte dalla programmazione educativa in corso.

Il bambino è l’attore, l’insegnante è il regista

Le nostre programmazioni

Di anno in anno, la programmazione varia per contenuti e obiettivi e si articola in diverse fasi e unità di
apprendimento. Ogni programmazione prevede la creazione di un originale contesto narrativo – motivante,
interessante e coinvolgente- strutturato su uno ‘sfondo integratore’, in grado di collegare le diverse attività
didattiche. Le insegnanti predispongono un ambiente a tema, che funge da scenario e in base al quale
vengono trasformati gli spazi scolastici. Si avvalgono inoltre della collaborazione di un ‘personaggio stimolo’
che anima il tema scelto, introduce e coinvolge i bambini alle diverse esperienze e attività. Le
programmazioni sono caratterizzate da percorsi strutturati e intenzionali ma, nel rispetto della soggettività
dei bambini, sono flessibili e regolabili in corso d’opera.